Dalle liberalizzazioni al nucleare: ecco la scossa soft del ministro Romani
Una scossa all’economia sì, ma tranquilla. “Passo dopo passo”, è questo infatti il mantra del ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, nel corso di una conversazione con il Foglio. Una scossa tranquilla, dal punto di vista di chi “ogni giorno tasta il polso dell’economia reale”, la consigliano anche i più recenti dati sull’economia italiana: “Il tasso di crescita del pil è sempre più spesso preceduto da un segno ‘più’, come conferma il più 1,1 del 2010 rispetto all’anno precedente – dice Romani – mentre diminuisce progressivamente il ricorso alla cassa integrazione”.

Dati “confortanti”, certo “non ancora sufficienti”, ma che comunque non devono far dimenticare “un aspetto fondamentale: è soltanto nella stabilità dei conti pubblici che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha garantito, che ora possiamo mettere in cantiere una serie di graduali provvedimenti per tornare a crescere”. Vada per una tattica gradualista, ma intanto il Cav. ha lanciato una strategia per frustare con forza il cavallo dell’economia italiana: “Questo è il tema centrale di ogni nostra politica, ma sappiamo tutti che non esiste la bacchetta magica e che comunque un solo Consiglio dei ministri non basta”.
E allora si inizi pure a discutere il da farsi per i Consigli dei ministri che verranno: “Prim’ancora vorrei ribadire che già lo scorso 9 febbraio il governo ha approvato un testo di riforma degli incentivi voluto dal mio ministero – spiega Romani – Un decreto che taglia il numero di norme esistenti e riordina gli incentivi in sole tre categorie, rendendo più semplice l’accesso a incentivi automatici, bandi per il finanziamento di programmi organici e complessi, procedure negoziali per il finanziamento di grandi progetti d’investimento. Il tutto con un’attenzione particolare per le piccole e medie imprese, cui destiniamo la metà delle risorse”.
Sempre in occasione dell’ultimo Consiglio dei ministri, Romani ha dato almeno un altro impulso alla crescita: “Abbiamo stanziato 100 milioni di euro per la banda larga, un’infrastruttura decisiva per accrescere la competitività del paese. Lo stato interviene perché, specie nelle aree in cui i privati considerano fallimentare ogni investimento, resiste il cosiddetto digital divide”. Intervento pubblico, dunque; ma non mancavano le risorse? “Lo stato si fa imprenditore soltanto a tempo, per dare un segnale di interesse al settore. I privati verranno, e anzi già hanno fatto proposte concrete. A fine mese presenteremo alla Cassa depositi e prestiti un piano, da circa 8 miliardi di euro, proponendo un finanziamento della Cdp per la società dell’infrastruttura di rete”.
Va detto però che per rianimare gli spiriti animali del capitalismo italiano ci sarebbero anche misure in cantiere che non richiedono lo stanziamento di un euro, eppure le liberalizzazioni, anche nell’ultimo Consiglio dei ministri, non si sono viste: “Se il riferimento è al Disegno di legge sulla concorrenza, l’idea è quella di accorparlo a un testo sulla semplificazione del ministro Roberto Calderoli”. Ma le indicazioni dell’Antitrust contenute nel ddl aspettano già da molto tempo: “Discuteremo presto dell’approvazione di questo testo sulla concorrenza, forse già al prossimo Cdm”. Poi però Romani ci tiene a puntualizzare: “Si fa un gran parlare di ‘liberalizzazioni’ ma, a maggior ragione in un momento di crisi come questo, dovremmo essere più rigorosi nel valutare le ricadute di scelte di questo tipo. Si prenda il caso delle Poste, con i suoi 150 mila dipendenti e 14 mila sportelli in tutto il paese. Il principio della concorrenza è forse più importante di questo patrimonio?”.
A qualche corporazione, però, dovremmo pure dare un dispiacere se l’obiettivo è fare l’interesse dei consumatori. “Insisto, sono favorevole alle liberalizzazioni, ma dico no agli strappi in nome di principi astratti”, ribatte Romani. Ma nessun immobilismo, a partire dal settore assicurativo: “Il premio medio dell’assicurazione Rc auto in Italia è il doppio di quello pagato in Francia, per questo sto accompagnando da vicino l’iniziativa parlamentare di istituire uno specifico organismo antifrode. Con alcuni provvedimenti oggi allo studio si possono contenere le tariffe anche del 15 per cento”. Una curiosità, qual è il suo parere sulla possibilità per i commercianti di lavorare anche la domenica: “A New York, nel giorno di Pasqua, è molto piacevole camminare per le strade facendo shopping. E’ anche utile all’economia. Non vedo perché in Italia debba funzionare diversamente”.
Sul nucleare, infine, Romani dice di non voler mollare: “La nostra bilancia energetica è in profondo rosso. Per accelerare, qui sì con una frustata netta, approveremo nel prossimo Cdm la bozza di ‘correttivo’ al decreto legislativo sul nucleare”. Romani anticipa poi al Foglio la convocazione per giovedì di un tavolo con il ministro Tremonti e altri colleghi con portafoglio: “Dal progetto Industria 2015 ai fondi per l’innovazione già stanziati dal Cipe, stabiliremo una pianificazione temporale delle erogazioni dei fondi per l’industria, ma in accordo con gli altri dicasteri. E’ molto meno facile di quanto si possa credere da fuori, ma oramai il nostro impegno per la crescita è quotidiano”.